DESULO


Bene Enios
a


" A pagos passos dae su Gennargentu
Desulu t' agatas piazau.
In cadenas de montes ses kuau
e aprìgu dae maestrale 'entu. "



Desulo è un paese del centro Sardegna Che conta circa tremila abitanti. Situato nella parte occidentale della vallata del Gennargentu, fa parte della Barbagia di Belvì. Dista circa 50 km da Nuoro, 130 km sia da Cagliari che da Sassari, e 80 km da Oristano.
Le strade che conducono a Desulo per chi arriva da Nuoro, Cagliari, Sassari, Oristano, assumono la stessa caratteristica; si srotolano in sinuose curve, una dietro l'altra, attraversando un territorio montuoso e proponendo un paesaggio stupendo, corollato da infiniti boschi ricchi di sfumature, e in particolare nella stagione dell' autunno si può apprezzare
la varietà di colori ineguagliabili che caratterizzano questo paesaggio. Strade impegnative e allo stesso tempo bellissime, strade che propongono percorsi di cultura, percorsi di tradizioni, percorsi di sapori.


Negli anni settanta, Claude Schmitt
nel suo libro "
Sardegna nel cuore ", così descriveva la sua venuta a Desulo:

"
.... fu così che perdetti una coincidenza, penso ad Aritzo, e ora, invece di andare a Sorgono, eccomi in cammino verso chissà quale misteriosa destinazione. Non potendone più dei
sussulti dell' autobus sulla strada tutte curve decisi di scendere alla prima fermata, qualunque fosse. Era Desulo, un cartello giallo all'ingresso diceva: - località turistica, artigianato -.....
Desulo è tutto aggrappato al fianco d' un burrone il cui versante dirimpetto è formato dai contrafforti del picco Perdas Crapias coperti di boschi. Una intensa vegetazione verde dà respiro a questo villaggio di montagna. "



Nel testo che segue, a mio avviso, viene descritto in un modo stupendo il paesaggio autunnale della valle desulese così come si presenta agli occhi dei visitatori.






" L' autunno veste la valle di colori come un pittore stravagante sedotto dalla bellezza vestirebbe una donna. Usa pochi colori fondamentali, ma è tale la fantasia nel fare gli accostamenti e nel lasciare sfumare e digradare un colore nell'altro, che l'effetto complessivo è quello di un vestito variopinto, meravigliosamente animato, strabiliante. E all' osservatore non sfugge la dolcezza e la tenerezza di una stagione, che si affaccia appena tra le nuvole del cielo.
Di fronte al paese, una grande macchia verde di elci avvolge la montagna da metà pendio fino alla vetta; solo alcune roverelle scolorite in giallo e alcuni aceri accesi in rosso accennano a una variazione, qua e là lungo la china. In risalto, a destra e a sinistra del bosco centrale, si allungano dal basso verso l'alto formazioni di castagno color arancio, giallo oro, rosso smorto o color tabacco, nocciola, marron scuro, in una successione di tinte, di sfumature e di contrasti da restare stupefatti.
E tra i castagni ancora la variazione del ciliegio rosso vivo granato, del pero estroso nelle tinte marron sporco, giallo oro e rosse di fuoco, del fico giallo sfacciato, del pioppo cipressino che assume le forme e i colori di una fiaccola fiammante, animata verso il cielo.
Chi si ferma un attimo a guardare l'autunno nella valle dei castagni non riesce a capire come si faccia a parlare di malinconia, di tristezza, di tramonto della vita in questa stagione, perchè l'esuberanza delle tinte è tale che anche la ramaglia cinerina degli alberi di castagno stecchiti per malattia viene ingoblata e per così dire risucchiata dai colori delle piante vive nello sfoggio della luce. Dove affiorano le rocce di scisto, si affacciano i costoni leggermente brizzolati, mentre tutt'intorno il bosco verde tenero delle roverelle, appena commosso dal giallino incipiente delle foglie, stringe l'assedio per ampio tratto, finchè le tinte accese del castagno non risaltano di nuovo davanti agli occhi.
L'effetto complessivo di questa valle è una dimostrazione di fantastica potenza, perchè lo sguardo non si stanca di appoggiarsi, da tutte le parti, a una fuga di quadri sempre uguali e sempre diversi, in un succedersi di spazi verdi, ora teneri ora più carichi, e di spazi marrone, ora accesi e brillanti ora più tenui e smorti. E dove l'occhio riesce a scoprire una convalle, o a intravedere, oltre la prima cresta, un'altra valle o un altro pendio, ecco lo stesso accostamento dei colori, la stessa fantasia nel pennello del bizzarro pittore.

- da "Un Trenino Sull'Altipiano" di Michele Congias - cap. decimo ottavo.-


Gli amici che vorrebbero presentare proprie testimonianze con fotografie o scritti, potranno inviarli all' indirizzo di posta elettronica del sito ( tramite connessione TISCALI). Sarebbe opportuno che le foto seguissero un tema specifico, in modo da proporre dei portfolio.

- Est' una notte 'e luna -
" Montanaru"

- IERRU -
" Montanaru "

- NINNA NANNA DE ANTON' ISTENE -
" Montanaru -

Poesiasa de Antiogu Casula

cantadasa dae Marisa Sannia

dae su discu
"Sa oghe de su entu e de su mare"

Fotografiasa de
Flavio Littera

Web Master
Flavio Littera




Bene Enios
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" A pagos passos dae su Gennargentu
Desulu t' agatas piazau.
In cadenas de montes ses kuau
e aprìgu dae maestrale 'entu. "



Desulo è un paese del centro Sardegna Che conta circa tremila abitanti. Situato nella parte occidentale della vallata del Gennargentu, fa parte della Barbagia di Belvì. Dista circa 50 km da Nuoro, 130 km sia da Cagliari che da Sassari, e 80 km da Oristano.
Le strade che conducono a Desulo per chi arriva da Nuoro, Cagliari, Sassari, Oristano, assumono la stessa caratteristica; si srotolano in sinuose curve, una dietro l'altra, attraversando un territorio montuoso e proponendo un paesaggio stupendo, corollato da infiniti boschi ricchi di sfumature, e in particolare nella stagione dell' autunno si può apprezzare
la varietà di colori ineguagliabili che caratterizzano questo paesaggio. Strade impegnative e allo stesso tempo bellissime, strade che propongono percorsi di cultura, percorsi di tradizioni, percorsi di sapori.


Negli anni settanta, Claude Schmitt
nel suo libro "
Sardegna nel cuore ", così descriveva la sua venuta a Desulo:

"
.... fu così che perdetti una coincidenza, penso ad Aritzo, e ora, invece di andare a Sorgono, eccomi in cammino verso chissà quale misteriosa destinazione. Non potendone più dei
sussulti dell' autobus sulla strada tutte curve decisi di scendere alla prima fermata, qualunque fosse. Era Desulo, un cartello giallo all'ingresso diceva: - località turistica, artigianato -.....
Desulo è tutto aggrappato al fianco d' un burrone il cui versante dirimpetto è formato dai contrafforti del picco Perdas Crapias coperti di boschi. Una intensa vegetazione verde dà respiro a questo villaggio di montagna. "



Nel testo che segue, a mio avviso, viene descritto in un modo stupendo il paesaggio autunnale della valle desulese così come si presenta agli occhi dei visitatori.






" L' autunno veste la valle di colori come un pittore stravagante sedotto dalla bellezza vestirebbe una donna. Usa pochi colori fondamentali, ma è tale la fantasia nel fare gli accostamenti e nel lasciare sfumare e digradare un colore nell'altro, che l'effetto complessivo è quello di un vestito variopinto, meravigliosamente animato, strabiliante. E all' osservatore non sfugge la dolcezza e la tenerezza di una stagione, che si affaccia appena tra le nuvole del cielo.
Di fronte al paese, una grande macchia verde di elci avvolge la montagna da metà pendio fino alla vetta; solo alcune roverelle scolorite in giallo e alcuni aceri accesi in rosso accennano a una variazione, qua e là lungo la china. In risalto, a destra e a sinistra del bosco centrale, si allungano dal basso verso l'alto formazioni di castagno color arancio, giallo oro, rosso smorto o color tabacco, nocciola, marron scuro, in una successione di tinte, di sfumature e di contrasti da restare stupefatti.
E tra i castagni ancora la variazione del ciliegio rosso vivo granato, del pero estroso nelle tinte marron sporco, giallo oro e rosse di fuoco, del fico giallo sfacciato, del pioppo cipressino che assume le forme e i colori di una fiaccola fiammante, animata verso il cielo.
Chi si ferma un attimo a guardare l'autunno nella valle dei castagni non riesce a capire come si faccia a parlare di malinconia, di tristezza, di tramonto della vita in questa stagione, perchè l'esuberanza delle tinte è tale che anche la ramaglia cinerina degli alberi di castagno stecchiti per malattia viene ingoblata e per così dire risucchiata dai colori delle piante vive nello sfoggio della luce. Dove affiorano le rocce di scisto, si affacciano i costoni leggermente brizzolati, mentre tutt'intorno il bosco verde tenero delle roverelle, appena commosso dal giallino incipiente delle foglie, stringe l'assedio per ampio tratto, finchè le tinte accese del castagno non risaltano di nuovo davanti agli occhi.
L'effetto complessivo di questa valle è una dimostrazione di fantastica potenza, perchè lo sguardo non si stanca di appoggiarsi, da tutte le parti, a una fuga di quadri sempre uguali e sempre diversi, in un succedersi di spazi verdi, ora teneri ora più carichi, e di spazi marrone, ora accesi e brillanti ora più tenui e smorti. E dove l'occhio riesce a scoprire una convalle, o a intravedere, oltre la prima cresta, un'altra valle o un altro pendio, ecco lo stesso accostamento dei colori, la stessa fantasia nel pennello del bizzarro pittore.

- da "Un Trenino Sull'Altipiano" di Michele Congias - cap. decimo ottavo.-


Gli amici che vorrebbero presentare proprie testimonianze con fotografie o scritti, potranno inviarli all' indirizzo di posta elettronica del sito, tramite connessione TISCALI. Sarebbe opportuno che le foto seguissero un tema specifico, in modo da proporre dei portfolio.

- Est' una notte 'e luna -
" Montanaru "

- IERRU -
" Montanaru "

- NINNA NANNA DE ANTON' ISTENE -
" Montanaru "

Canciones cantadasa dae Marisa Sannia

dae su discu
" Sa oghe de su entu e de su mare " 1993 TKR Tekno Record - Sassari -


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